La via silente che unisce il Cilento

Questo paesino è solo l'inizio dei 600km del percorso che attraversa il Parco Nazionale del Cilento. La via Silente è un progetto territoriale che apre il Cilento al mondo e lo aiuta, oggi, a definire la sua identità.

Lettura 4′

Castelnuovo Cilento, 77 km / 78′ d’auto da Salerno.

Questa volta, per arrivare a destinazione, abbiamo passato un paio di paesini, di cui parleremo nelle prossime settimane. Questo tempo, seppur questione di qualche ora, ci ha portato in una condizione di osservazione del territorio, sia dal punto di vista estetico che di silenzio, delle valli attraversate, lentamente, vista la condizione di alcune strade attraversate.

Nel Cilento, ogni volta che passiamo da queste parti, troviamo lo spazio per i nostri pensieri, quello dell’assenza di traffico, persone, abitazioni, spesso addensate in paesini non densamente abitati. Quindi arrivare a Castelnuovo è stato un semplice rallentare ulteriormente un sentire già adattato al territorio.

Episodio 39 – Castelnuovo Cilento

Arrivati in paese, in uno stato quindi di placida curiosità, incontriamo, nell’unico bar presente in zona, Simona Ridolfi, insegnante di chimica al Liceo Ginnasio Parmenide di Vallo della Lucania, paese non troppo distante dal nostro di oggi.
È proprio dal portone – vedi qui sotto la foto – del centro storico che ha inizio la Via Silente, percorso cicloturistico avviato da un’idea proprio di Simona, lungo 600 km, suddiviso in 15 tappe, che attraversa tutto il Parco Nazionale del Cilento.

Non è la prima volta che incontriamo progetti territoriali con le biciclette come veicolo principale di un modello turistico, vedi questa storia, ma qui, parlando e seguendo Simona nello svelarci tutti gli elementi di Via Silente, troviamo alcuni punti di nostro interesse.
Ok, il territorio è vasto, le tappe molte e modulari, possiamo decidere quali percorsi scegliere in base ai miei giorni a disposizione, si attraversano vari tipi di paesaggi, sino al Monte Cervati (1898 m s.l.m.) per arrivare sulla più famosa costa cilentana.

“Sulla Via Silente si pedala per gustare il tempo, per avvertire la realtà con tutti i sensi, per scoprire quel Silenzio che non è assenza di suoni ma qualità di ascolto. Tutto senza mai dimenticare le asperità di un territorio in cui la Natura da sempre è padrona”

Questo ciclopercorso nasce nel 2014 proprio dall’esplorazione del territorio da parte di Simona, tracciando così possibili itinerari, creando un modello di esperienza e, grazie alla poi nata associazione di cui fanno parte ragazze e ragazzi della zona, creando un’infrastruttura turistica, la più grande oggi, nel centro-sud Italia.

L’aspetto che ai nostri occhi completa il progetto è la creazione di una community attorno a questa offerta. Ciò avviene grazie ad un luogo di aggregazione (oltre all’intero percorso) che è l’ostello dell’associazione: Ostello Silente Km9, che si trova più a valle, a Velina.
L’ostello sa di nuovo, è accogliente e sintetizza la personalità di Simona e delle altre persone che lavorano dietro questo progetto. Qui troviamo la reception dove trovare le informazioni per partire, l’officina, le biciclette (muscolari e assistite), la cucina, i letti e una terrazza. Ed è qui che avviene il senso di community, di scambio, tra gli ospiti e gli organizzatori che sono i primi ad essere ciclisti ed esploratori.

Oltre all’energia di Simona, ciò che ci ispira di questo viaggio nel nostro paesino numero 39, è la visione che viene fuori da questo notevole lavoro della Via Silente. Il Cilento, come altre ampie aree del Sud Italia, non è così conosciuto, e puntare sul Parco Nazionale e su un percorso che possa abbracciarlo, da la possibilità di fare network tra i molti paesini attraversati o per lo meno, li forza ad aprirsi al ciclista o cicloturista. Questa apertura avvia, a sua volta, un dialogo con il resto del territorio, il quale, in questo susseguirsi di cause ed effetti, ha la possibilità di definire la propria identità.

Tappe della Via Silente
Simona Ridolfi sul portone che definisce l’inizio del percorso, a destra la porta di una casa del network della Via Silente
Scorcio del paesino
Simona Ridolfi nell’ostello gestito da Via Silente
Vista dalla terrazza dell’ostello

Il racconto Paesini è supportato dal nostro partner editoriale EOLO SpA, Società Benefit e leader nel campo della banda ultra-larga wireless (FWA) la cui Mission è garantire anche nelle zone più remote un accesso alla rete democratico e di qualità, a supporto di uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Insieme abbiamo deciso di dare vita a questo progetto fuori dalle aree urbanizzate, per scoprire luoghi remoti del nostro Paese e incontrare storie di persone comuni che, anche grazie a internet, riescono a realizzare le proprie idee e visioni non direttamente dipendenti dalle dinamiche delle città.

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