Gallipoli

Tra natura e cultura

La fama di Gallipoli è nota a molti: la bellezza del centro storico e delle meravigliose spiagge della Baia Verde non sono di certo un segreto.

Quello che invece viene spesso sottovalutato della città è il panorama culturale che essa racchiude nella sua storia, nelle sue chiese e nella sua cultura.

Faro dell'Isola di Sant'Andrea

Gallipoli fa parte di quelle città salentine dove l’architettura barocca la fa da padrona, tanto che questa corrente stilistica è stata definita “barocco salentino”.

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Passeggiando per le vie ci si incanta, naso all’insù, per ammirare le decorazioni floreali e angeliche che danno anima agli edifici del centro e rendono stravaganti i suoi palazzi pubblici e le sue chiese.

Prodotti locali

Tra queste, la Chiesa di Santa Teresa, abitualmente non aperta al pubblico, situata in un angolo vicino alla cattedrale e realizzata alla fine del 1600 d.C.: davanti a questa opera d’arte, realizzata con il liscio marmo e la bianca pietra leccese, fatta di colonne e intarsi barocchi, la mia mente viaggia nel tempo per celebrare la creatività, il genio e la fantasia del suo autore, mentre i miei occhi spalancati rubano tutto ciò che la vista può afferrare.

Chiesa di Santa Teresa

La Chiesa di Santa Maria della Purità, 1665 d.C., accanto alla spiaggia La Puritate, ha muri completamente ricoperti da dipinti del ‘700 che non lasciano spazio nemmeno a 20 centimetri di bianco. Qui la magnificenza pittorica supera qualsiasi altra maestria artigianale: quando si è davanti a creazioni umane di così alto livello, non si può non sentirsi fortunati e privilegiati nel poter ammirare spettacoli del genere. Il muro che si trova di fronte all’altare della chiesa nasconde un segreto: un pannello adornato da un’antica tela si solleva e rivela gli affreschi nascosti di 4 evangelisti. Questa chiesa è un vero gioiello della città.

Chiesa di Santa Maria della PuritÖ-442

Cammino tra i vicoli del centro facendomi trasportare dagli odori e dai profumi dei cibi tipici locali che guidano i miei passi come se fossero una bussola che mi indica la via.

Percorro le vie tra le case antiche addobbate dai panni stesi al sole, lasciati ad asciugare dal vento proveniente dal mare, fino a che non raggiungo il porto.

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I marinai sono indaffarati col loro lavoro e pronti a salpare nuovamente per pescare il pesce che imbandirà le tavole dei tanti ristoranti della zona e dei gallipolini: mi fermo un po’, guardandoli con ammirazione.
Qui conosco Luigi, un anziano signore di 84 anni nato a Gallipoli, che nella vita ha viaggiato in lungo e in largo per i mari del mondo.
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Mentre crea opere lavorando il giunco con le sue mani segnate dal tempo, mi racconta del suo passato, delle guerre che ha visto, dei suoi trascorsi nell’Africa del nord, poi negli Stati Uniti, fino all’America del Sud.
Luigi racconta storie con l’amore negli occhi, parla di come nella vita si sia sempre arrangiato, impegnandosi a imparare un mestiere fin da ragazzo, provando, sbagliando e provando ancora. Ha gli occhi lucidi e sua moglie, alle spalle, lo ascolta in silenzio, ancora una volta.
Mi dice “nella vita è importante saper fare qualcosa e l’unico modo per riuscirci è provare!” – è così che è diventato marinaio e pescatore – poi aggiunge: “ho visitato tanti posti nella mia vita, ma non cambierei l’Italia con nessun altro paese al mondo”.

Story by andremeta - Photography by Andrea Metafuni