L’anello delle Piccole Dolomiti

Una via che sa d’Italia

Quando penso all’Italia prima ancora di visualizzare un luogo fisico, ho in mente un insieme di sensazioni, sentimenti, tradizioni, ricorrenze. Di questa atmosfera si fa esperienza spesso qui da noi, io la sento più chiaramente spostandomi da regione a regione, da paesino a città, da vicoli conosciuti a strade nuove per me, che percorro per la prima volta, come anche restando dove vivo e focalizzando l’attenzione sulle cose di qui, che si ripetono ogni giorno con gli stessi gesti automatici, diventati parte del rito che rappresenta la nostra terra.

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Nella campagna Vicentina l’Anello delle Piccole Dolomiti è una galleria di vigneti, prati, piccoli paesi pieni di colori, vecchie chiese sulle colline e antichi casali dove quell’atmosfera italiana si percepisce intensamente. Un itinerario di 120 km tra le vallate dell’Agno e del Chiampo che raccoglie e custodisce storie, tradizioni, ma anche sogni e aspirazioni di chi ci vive, come un forte amore verso quel territorio, così ospitale e familiare.

Lo percorriamo per due giorni, partendo dai colli e dalla pace che trasmettono restando perfettamente immobili. Li osserviamo seduti su un muretto di sassi di un casale, i cui portoni rossi conservano ricordi di famiglie passate di qua. Poi ancora dalla piccola finestra della nostra camera, dalla piazza di fronte la chiesa di San Sebastiano, che si raggiunge camminando tra cipressi e vecchi alberi di Corniole, quel frutto rosso, simile alla ciliegia, che, gli abitanti di lì amano valorizzare.

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Tra questi colli l’Italia è spiegata e dettagliata in modi diversi da ogni famiglia, azienda vinicola, ristorante e borgo che condivide con chi è di passaggio, ricreando l’atmosfera. Lungo il cammino incontriamo un’apicoltura a conduzione familiare, che si prende cura della terra su cui abita, e ne valorizza i prodotti, un agriturismo, casa di quattro generazioni, in cui si conservano arti, ricette e storie, un centro equestre e una tenuta che è una scommessa sui vigneti che la circondano.

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Le storie di ieri tornano ad essere vissute dai nuovi abitanti di oggi, fieri: impariamo ad impastare bigoli, assaggiamo fiori di sambuco fritti, appena raccolti, accompagnati da un bicchiere di vino. In sottofondo parole nel dialetto locale, così stretto, parlato dall’anziano del paese, ma anche dalle nuove generazioni.

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Dietro ai colli, lungo il percorso vengono le montagne, di quella roccia inconfondibile, non troppo alte: le chiamano Piccole Dolomiti, fanno da ferma cornice a tutto quello che l’anello racchiude. Noi, per poco tempo, ne prendiamo parte, assaggiando, ascoltando, imparando.

Story by Sara De Luigi - Photography by Valentina Ciprian